Bam!

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In questo scritto mi macchio di autoreferenza perché voglio raccontare della breve scena in cui io sono il narratore dell’intreccio e il protagonista, se pur per poco, del palco. Siamo ormai a metà della messinscena e di fronte abbiamo uno snodo drammaturgico fondamentale: l’arrivo degli argentini nella città di Leticia, una ventata di aria fresca che viene dal fiume e che stravolgerà l’intera vicenda della squadra di calcio. Da questo punto in poi si narrano le due settimane rocambolesche di allenamento vissute dalla squadra fino all’inizio del campionato in un susseguirsi di momenti di tensione e distensione, dati dai difficili … Continua a leggere

La valigia dell’attore

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Il 26/04/2015, inizia come un rito, preparo la mia valigia, quella dell’attore, piena di roba “sacra”. L’attesa snerva e ricerchi la serenità con gesti quotidiani. La gente inizia a entrare. Ci prendiamo per mano, non solo per le scaramanzie di rito. Musica. Salgo sul palco e sono nella bolla magica. Sento la tensione, le emozioni, risolvo problemi mai avuti nel buio del teatro. Cerco uno spettatore, Sorride… Sono in apnea da quasi un’ora poi mi godo il pallone di cuoio, i rigori sbagliati, loro (gli spettatori) non lo sanno, ma dopo tornerà la musica! Applausi, tanti e per niente anni … Continua a leggere

Torello

Sporting prove (21 of 35)

Uno dei primi fine settimana fissato per le prove, una domenica a dire il vero, con il bel sole di aprile, scendemmo in campo; è il campetto da calcio che si trova di fronte alla sala di Municipale Teatro sul lungo Po, al 18. Era mattino presto e per noi attori ci voleva una scossa, allora il modo migliore per farlo è stato prendere un pallone e lanciarlo nella mischia addormentata. Scelta giusta sopratutto quando la storia che si vuole portare in scena parla proprio di calcio e di una squadra che ha molto da imparare. Ecco che ci immergiamo … Continua a leggere

Teoria ed armonia del fischietto

Sporting Holden (15 of 18)

Io sono un musicista, o meglio, un operaio della musica, cui è stato commissionato il compito di comporre e suonare dal vivo le musiche di Sporting. Tra ciò e la magnifica avventura di rendere partecipi gli attori nel suonare insieme a me, ciò che mi ha schiacciato sotto una responsabilità insostenibile, quasi come tirare il rigore a tempo scaduto di una finale di coppa del mondo sullo zero a zero, è stato il compito di fischiare nel diabolico fischietto, fornito da Mauro, e sancire l’inizio del torneo di Leticia. In primis, sono dovuto andare ad estenuanti lezioni di “teoria ed … Continua a leggere

E pluribus unum, ovvero i miracoli di un pallone applicato al teatro

Sporting Holden (18 of 18)

Che strana partita questa. Negli ultimi due mesi li ho visti quasi tutti i giorni, sono stato molto più con loro che con la mia fidanzata, eppure sono qui alla prima dello spettacolo ancora a cercar di capire cosa sia questo strano viaggio. Che partita stanno giocando, adesso? Stanno lassù, sul palco, e non è che ci siano grandi avversari. Non visibili almeno. In questo c’entra niente col calcio, né con tutti gli altri sport di squadra. C’entra già più col nuoto sincronizzato, volendo. Voglio dire, anch’io quando gioco le partitelle di calcio a sette devo pensare a fare il … Continua a leggere

Amichevoli che non lo erano, e la sacralità dello spogliatoio

Sporting prove (20 of 35)

Vabbè che dovrebbe essere un’amichevole, ma vallo a spiegare agli attori. Io provo anche a smorzare la tensione con loro, gli dico Sù, che sarà mai, tuttosommato è un’anteprima, uno studio, anche il pubblico lo sa che non è lo spettacolo fatto e finito. Lo dico anche con una certa convinzione, ma sono loro che tra un’ora saranno sul palco davanti a trecento persone. Infatti mi guardano, come si guarda un cucciolo di cocker che ti rosicchia una ciabatta, e mi fanno capire che anteprima o no, studio o no, quando si è in scena si è in scena, e … Continua a leggere

Filare le prove, Orwell, e il senso di Berruto per il contropiede

Sporting prove (6 of 35)

In questi giorni ho scoperto che oltre la lana e la seta e altri materiali tessili, si possono filare anche le prove. “Fare le filate”, dicono qui. Cioè si prendono i tasselli dello spettacolo e li si provano tutti assieme, per vedere l’effetto che fa. Come si devono legare i capitoli di un libro, o i reparti di una squadra di calcio. Per la verità non tutte le nostre filate scorrono proprio benissimo. Con questa politica democratica che anche gli attori prendono parte alle scelte registiche, ogni tre per due ci si ferma, ci si pone una questione, se ne … Continua a leggere

L’avvento di Arturo, e l’invidiabile fortezza dell’attore

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Un giorno Enrico si è presentato con Arturo. Portare un cucciolo di golden retriver a prove di teatro ha, certo, dei lati positivi: alza il morale della truppa, stempera con la sola presenza i momenti di tensione, eccetera. Ma ha anche alcune controindicazioni. Per esempio, può finire col distrarre fatalmente chi dovrebbe essere lì per osservare e raccontare capillarmente quello che succede. Per dire che io -per quanto non sia professionale ammetterlo- di quelle prove non mi ricordo granché, avendo passato tutto il pomeriggio a giocare con Arturo, accarezzare Arturo, fotografare Arturo, chiacchierare con Arturo. Gli attori invece, nei rari … Continua a leggere

Come Mangiafuoco diventa Fata Turchina, e “le Tre Esse” secondo Alberto Granado.

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Oggi è venuto a trovarci Mauro Berruto. Si stava facendo qualcosa che credo si chiami “prova all’italiana”, cioè ci si mette seduti a un tavolo tutti assieme e si recita il copione. Senza movimenti, senza atti scenici, solo per prendere confidenza con la propria parte, capire i tempi e sentire come suona. Insomma eravamo lì attorno al tavolo e a un certo punto è arrivato Berruto. Si è seduto anche lui ad ascoltare, ha preso qualche appunto durante la lettura e poi ha partecipato alla discussione in cui ognuno diceva un po’ la sua. All’inizio del progetto sembrava che ogni … Continua a leggere

Come si mette in piedi un copione, e l’Olanda di Cruijff

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Come si era già detto, mi pare, da qualche parte in precedenza, una delle idee alla base di questo laboratorio era che gli attori si scrivessero il testo da soli, tutti assieme. Che è una idea molto bella e democratica e tutto quanto, va bene; ma poi, praticamente, come si fa? Ora, già far la spesa in otto è difficile, figurarsi scrivere un pezzo, figurarsi un pezzo di teatro. Quando il Enrico me ne aveva parlato, all’inizio, non avevo osato manifestare i miei dubbi sulla fattibilità della questione, ho pensato solo Bene, interessante, vedremo. Allora, in questi giorni ho scoperto … Continua a leggere